
La leggenda della Fata Morgana
2018Buongiorno amici del giovedì!
Il fenomeno prende il nome dalla mitica Fata Morgana: secondo la leggenda, in una limpida giornata di agosto, quando il cielo e il mare erano senza un alito di vento, e una leggera nebbiolina velava l’orizzonte, un’orda di conquistatori barbari giunse nella città di Reggio Calabria e si trovò davanti allo stretto che divide la regione dalla Sicilia.
A pochi chilometri sull’altra sponda sorgeva un’isola con un gran monte fumante, l’Etna, ed il Re barbaro si chiedeva come fare a raggiungerla trovandosi sprovvisto di imbarcazioni quindi impotente davanti al mare.
All’improvviso apparve una donna meravigliosamente bella, che offrì l’isola al conquistatore, e con un cenno la fece apparire a due passi da lui. Guardando nell’acqua egli vedeva nitidi, come se potesse toccarli con le mani, i monti dell’isola, le spiagge, le vie di campagna e le navi nel porto.
Esultando il Re barbaro balzò giù da cavallo e si gettò in acqua, sicuro di poter raggiungere l’isola con due bracciate, ma l’incanto si ruppe e il Re affogò miseramente. Tutto infatti era un miraggio, un gioco di luce della bella e sconosciuta donna, che altri non era se non la Fata Morgana.
Il fenomeno, passato alla storia proprio con il nome Fata Morgana, si ripete ancora oggi nei giorni calmi e limpidi d’estate, nelle acque della riva di Reggio.
Nel 2006, per celebrare questa leggenda, l’amministrazione comunale pose una bellissima scultura della Fata Morgana, sul Lungomare di Reggio Calabria.
La statua della “Fata delle Acque”, venne realizzata dagli scultori Francesco Caridi e Filippo Malice, rappresentava una fanciulla inginocchiata ed era realizzata in un particolare materiale, la resina epossidica, resistente agli agenti atmosferici ed alla salsedine, che ha la particolarità di essere trasparente e quindi ricrea un “effetto acqua”.
Purtroppo non durò molto, un giorno la fata, proprio come la leggenda vuole, scomparve. Non per magia, ma per idiozia.
La notte di capodanno del 2007, moderni barbari vendicarono l’antico re e le mozzarono la testa. Gravemente danneggiata fu rimossa.
Ps: se passate da Reggio Calabria perdete due minuti ad ammirare lo stretto: la magia della Fata Morgana potrebbe colpirvi all’improvviso!






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