
Le Teste di Moro
2018
Voliamo quindi in Sicilia, per scoprire la storia delle maestose Teste di Moro, in siciliano note anche come “Graste”, che da secoli arricchiscono e colorano le balconate di questa magnifica terra. Figlie di una tradizione millenaria, queste prestigiose opere d’arte trovano origine comune in un’antica e struggente leggenda: intorno all’anno 1000, nel pieno della dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo, una bellissima fanciulla viveva le sue giornate in una dolce quanto solitaria quiete, dedicando le sue attenzioni all’amabile cura delle piante del suo balcone.
Dall’alto del sua sua balconata fiorita, ella venne un giorno notata da un giovane, un Moro. Sopraffatto da una violenta passione, il giovane Moro non esitò un attimo a dichiararle il suo amore. La giovane, colpita dalla promessa d’amore ricevuta, accolse e ricambiò il sentimento del corteggiatore.

Eppure il giovane, che non si era fatto scrupolo alcuno nell’abbandonarsi alle più dolci profusioni amorose, in cuor suo celava un gravoso segreto: moglie e figli lo attendevano difatti in Oriente, in quella terra nella quale egli doveva fare ritorno.
La fanciulla distrutta e tradita, fu colta da un’ira funesta che la spinse alla vendetta. Durante la notte, colpì brutalmente il Moro tagliandogli la testa.
Decise inoltre che il volto di quel giovane, a lei molto caro, sarebbe dovuto rimanere al suo fianco per sempre, perciò trasformò la sua testa in un oggetto simile ad un vaso e vi pose all’interno un germoglio di basilico, da sempre simbolo di regalità.
Depose infine la testa sul suo balcone, dedicandosi ogni dì alla cura del basilico che in essa cresceva. Ogni giorno le lacrime della giovane bagnavano la pianta regale, che cresceva divenendo sempre più florida e rigogliosa.
I vicini, pervasi dal profumo del basilico e guardando con invidia la pianta che vigorosamente maturava in quel particolare vaso a forma di Testa di Moro, si fecero realizzare vasi in terracotta che riproponevano le stesse fattezze di quello amorevolmente custodito dalla fanciulla.
Oggi ogni Testa di Moro che viene prodotta reca una corona, un elemento sempre presente volto a riproporre la regale pianta di basilico che originariamente impreziosiva la testa del giovane Moro protagonista della triste vicenda.
Appuntamento al prossimo giovedì con tante altre curiosità!






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