
Perché ci sono più Madonnine sui grattacieli di Milano?
2026Buongiorno, curiosi del giovedì! Oggi alziamo lo sguardo: La Fenice Curiosa ci porta tra Duomo e grattacieli, inseguendo una Madonnina che a Milano non è affatto una sola.
La Madonnina di Milano non è una sola.
Quella che tutti conosciamo domina il Duomo dal 1774. Ma quando Milano ha cominciato a crescere in altezza, la sua figura è comparsa anche altrove: sopra il Pirellone, sopra Palazzo Lombardia e perfino sulla Torre Allianz di CityLife.
Non è un vezzo decorativo. È il modo tutto milanese di risolvere un piccolo paradosso: come si costruisce una città sempre più alta senza lasciare la Madonnina “più in basso”?
La prima Madonnina: 4,16 metri che diventano un simbolo
La statua originale viene collocata sulla Guglia Maggiore del Duomo nel dicembre del 1774. È alta 4,16 metri ed è formata da 33 lastre di rame dorato fissate a una struttura interna. Il modello è di Giuseppe Perego; le lastre vengono lavorate dall’orafo Giuseppe Bini.
Da quel momento quella figura dorata, sospesa a oltre cento metri dal suolo, smette di essere soltanto un elemento della cattedrale e diventa una presenza urbana: punto di orientamento, protezione simbolica e soprattutto immagine inseparabile da Milano.
La Madonnina è d’oro massiccio?
No. L’originale è realizzata in rame sbalzato e dorato. Il suo effetto luminoso viene proprio dalla superficie dorata che cattura la luce sopra la città.
Quando Milano comincia a superarla
Per moltissimo tempo la Madonnina coincide, di fatto e simbolicamente, con il punto più alto della città. Nel Novecento però Milano cambia scala: arrivano torri, grandi edifici per uffici, nuove tecniche costruttive e un’idea completamente diversa di skyline.
La tradizione meneghina vuole che la Madonnina continui comunque a vegliare sul punto più alto. Quando il Grattacielo Pirelli, progettato da Gio Ponti e inaugurato nel 1960, raggiunge i 127 metri e supera la quota del Duomo, sulla sommità viene collocata una piccola riproduzione dorata.
È un gesto minuscolo in proporzione alla torre, ma enorme dal punto di vista simbolico: Milano può diventare moderna, verticale, internazionale. Però la Madonnina deve continuare a stare lassù.
Milano cambia skyline, ma non rinuncia al suo punto di riferimento.
Palazzo Lombardia: la Madonnina sale ancora
Mezzo secolo dopo la città cresce di nuovo. Palazzo Lombardia supera il Pirellone e raggiunge circa 161 metri. Anche qui la tradizione viene rispettata: una riproduzione della Madonnina viene collocata sulla sommità della torre regionale.

La cosa interessante è che la Regione Lombardia parla esplicitamente di copie della Madonnina che vegliano sui palazzi regionali. Non siamo quindi davanti a un singolo oggetto che semplicemente cambia tetto: nel tempo la città ha moltiplicato quel simbolo.
2015: la Madonnina arriva a CityLife
La scena più spettacolare arriva nel 2015. La Torre Allianz, progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei, ridisegna il profilo occidentale di Milano. Sulla sua sommità, a oltre 200 metri d’altezza, viene issata una nuova copia della Madonnina.
Da terra quasi non si vede. E forse proprio questo è il punto: non serve che sia leggibile come una statua monumentale. Serve che ci sia.

È forse una delle immagini più belle della Milano contemporanea: una torre di vetro progettata da un architetto giapponese, simbolo della città globale, che porta sulla propria cima una piccola figura nata nel Settecento per una cattedrale gotica.
Quindi quante Madonnine ci sono?
Più di una, e non tutte hanno la stessa funzione. C’è l’originale sul Duomo; ci sono le riproduzioni legate ai grattacieli; esiste inoltre una copia in scala 1:1 commissionata dalla Veneranda Fabbrica per Expo 2015 e oggi conservata nel percorso del Museo del Duomo.
Il punto, però, non è contarle come figurine. È capire perché Milano continua a riprodurla.
La città non ha “sostituito” la Madonnina con i grattacieli.
Ha fatto il contrario: ogni volta che il suo skyline è cresciuto, ha portato con sé quel simbolo. Tradizione e modernità non si sono eliminate a vicenda: sono salite insieme.
Una città che guarda in alto senza dimenticare
Milano ama raccontarsi come città del cambiamento. E lo è davvero. Ma la storia delle Madonnine sui grattacieli mostra qualcosa di più sottile: qui l’innovazione spesso funziona quando riesce a incorporare la memoria.
Il Duomo non è più l’edificio più alto della città. La sua Madonnina, però, continua simbolicamente a dominare Milano perché ogni nuova vetta sente il bisogno di misurarsi con lei.
La prossima volta che guardate il Pirellone, Palazzo Lombardia o la Torre Allianz, provate quindi a cercarla.
È minuscola. Ma è ancora lassù.
Lo sapevate?
Nel Museo del Duomo è possibile vedere anche una copia a grandezza naturale della Madonnina, realizzata per Expo 2015: finalmente il simbolo che vediamo sempre lontanissimo può essere osservato da vicino.
Voi conoscevate la storia delle Madonnine sui grattacieli? E quale skyline di Milano preferite: quello del Duomo, quello del Pirellone o quello delle nuove torri?







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