
Tram, autobus e filobus
2019Buongiorno a tutti e buon giovedì!

Forse non tutti si accorgono che i milanesi, per indicare i mezzi pubblici, inconsciamente dicono parlando di trasporti pubblici: ho preso il 2; ho aspettato la 60; ho perso per un pelo il 33; la 91 non passa più di qui; ecc… rendendo subito chiaro se si parli di tram o di autobus/filobus.
I milanesi non sanno esprimersi?
La questione sembra alquanto strana, ma poi così strana in fondo in fondo non è.
I milanesi, infatti, per indicare una linea di tram usano il genere maschile, mentre per indicare gli altri mezzi utilizzano il femminile, consuetudine che ci appare particolare ma che ha effettivamente fondamenta nella storia dei trasporti urbani.
Questo unico e curioso metodo di chiamare i mezzi risale infatti a prima del 1969, quando le linee tranviarie erano contraddistinte da numeri (e come tali erano “maschili”: il 15, il 23, ecc.), mentre le linee di autobus erano contraddistinte da lettere (e quindi “femminili”: la A, la N, ecc.).
Dopo quella data il sistema venne modificato omologandolo, e da allora tutte le linee utilizzano un numero. Il genere femminile, però, è rimasto in uso tra la popolazione che usava gli autobus, così la A divenne la 50, la N divenne la 61, ecc.
Oggi la questione è diffusa e nessuno pare ricordarsi o preoccuparsi del perché. La bellezza della città si nota anche in questi dettagli: una città come Milano, così moderna e proiettata verso le nuove tendenze, mantiene ancora queste tradizioni uniche, così radicate da resistere al passare del tempo e delle generazioni.
A presto curiosi del giovedì!






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